Credito d’imposta 2026: la guida definitiva per le PMI Fondo perduto Italia
Punti chiave della guida
- Il credito d’imposta consente alle aziende di ottenere agevolazioni fiscali per ridurre il carico imposto e incentivare investimenti.
- I vantaggi principali del credito d’imposta includono la compensazione fiscale e l’opzione di rimborso tramite dichiarazione dei redditi.
- Nel 2026 il sistema del credito d’imposta è stato affiancato e in parte sostituito dall’iperammortamento
- Il credito d’imposta offre vantaggi immediati, mentre l’iperammortamento fornisce risparmi strutturali nel tempo.
- La misura del credito d’imposta ZES Unica Sud è stata prorogata per il 2026, con aliquote differenziate per regione e dimensione d’impresa.
Si definisce credito d’imposta un credito che la tua azienda può vantare nei confronti dello Stato. Può essere utilizzato per ridurre l’ammontare di eventuali debiti dell’azienda nei confronti dell’erario, per il pagamento dei tributi e, in alcuni casi, se ne può chiedere la restituzione attraverso la dichiarazione dei redditi.
Già questi vantaggi rendono il credito d’imposta una formula molto interessante. Ma gli aspetti utili di questa agevolazione, non si limitano a questi benefici. Se vuoi approfondire il tema del credito d’imposta e capire se con la tua azienda puoi accedere a queste agevolazioni dello Stato, questa guida definitiva sul credito d’imposta 2026 è quello che fa per te; abbiamo raccolto tutto quello che c’è da sapere sul credito d’imposta, da come ottenerlo a come utilizzarlo a vantaggio della tua impresa. Continua a leggere per tutti i dettagli.
Guida aggiornata ai crediti d’imposta
- Cos’è il credito d’imposta?
- Come fare ad avere questo credito nei confronti dello Stato?
- Quali sono i vantaggi dei crediti d’imposta?
- Come si calcola il credito d’imposta?
- Credito d’imposta vs Iperammortamento 2026: qual è la differenza
- Iperammortamento 2026: come cambia il sistema degli incentivi agli investimenti
- Credito d’imposta ZES Unica Sud: aliquote, spese ammissibili e vincoli per il 2026
- FAQ: tutte le risposte alle domande sul credito d’imposta
- Come ottenere il credito d’imposta per la tua azienda nel 2026
Cos’è il credito d’imposta?
Il credito d’imposta è uno strumento fiscale che consente alle imprese di ottenere un’agevolazione sotto forma di sconto sulle imposte dovute allo Stato. Questa misura ha l’obiettivo di incentivare gli investimenti aziendali, promuovere l’innovazione e sostenere la crescita economica, rendendo più accessibile l’allocazione di risorse in attività strategiche.
Le imprese possono beneficiare del credito d’imposta in diversi ambiti, tra cui la ricerca e lo sviluppo, l’acquisto di nuovi macchinari e tecnologie, la digitalizzazione dei processi, l’innovazione sostenibile, la formazione del personale e molto altro. Le percentuali di agevolazione e i criteri di accesso variano in base alle normative fiscali in vigore e alle politiche economiche stabilite dal governo, che possono differire a livello nazionale e regionale.
Uno degli aspetti più vantaggiosi del credito d’imposta è la sua flessibilità: in molti casi, le imprese possono compensare il credito direttamente con i tributi da versare, migliorando così la gestione del flusso di cassa e riducendo il peso fiscale complessivo. Grazie a questa agevolazione, le aziende hanno l’opportunità di rafforzare la propria competitività, favorendo investimenti mirati e sostenibili per lo sviluppo del proprio business.
Come fare ad avere questo credito nei confronti dello Stato?
Il credito nei confronti dello stato può essere ottenuto presentando una richiesta alle autorità competenti, generalmente l’Agenzia delle Entrate o il Ministero dello Sviluppo Economico. Ogni credito d’imposta ha le sue regole e i suoi requisiti, tuttavia per ottenere questa tipologia di agevolazione, solitamente le aziende devono:
- Verificare la propria eleggibilità, assicurandosi di soddisfare i requisiti richiesti per poter accedere al credito d’imposta.
- Acquisire i beni o i servizi che rientrano nei criteri di ammissibilità del credito d’imposta. Ad esempio, per alcuni crediti d’imposta, le aziende devono acquistare beni o servizi specifici, come tecnologie green o lavori di ristrutturazione.
- Presentare la richiesta di credito d’imposta accompagnata da tutta la documentazione richiesta, come fatture, contratti, etc.
- Solo per le imprese del Mezzogiorno si aggiunge un passaggio, in quanto devono attendere la verifica e l’approvazione della richiesta da parte delle autorità competenti. Se approvata, le aziende riceveranno un rimborso o una riduzione dell’importo dovuto a titolo di imposte.
Questi sono solo i passi generali per ottenere il credito d’imposta, che potrebbero variare a seconda delle leggi e delle circostanze specifiche. È quindi importante che le aziende si informino e consultino le fonti ufficiali per conoscere i dettagli del credito a cui sono interessate.
Quali sono i vantaggi dei crediti d’imposta?
I crediti d’imposta possono essere sfruttati in vari modi e apportare quindi due interessanti vantaggi alla tua attività. Uno è sicuramente la compensazione dei crediti fiscali, mentre il secondo è il rimborso del credito d’imposta. Ma vediamoli nel dettaglio.
1. Il primo vantaggio è la compensazione dei crediti fiscali
Come dicevo, il primo vantaggio del credito d’imposta è la possibilità di sfruttarlo in compensazione. La compensazione si basa su quel meccanismo per cui, quando vanti contemporaneamente un credito (il credito d’imposta) e un debito (le imposte da pagare al momento della dichiarazione dei redditi), credito e debito si annullano o si compensano. Quando hai un credito di imposta, quindi, puoi ottenere uno sconto, annullamento, o rimborso in dichiarazione dei redditi.
In questo caso, l’unico modo per far valere il proprio credito d’imposta e attraverso il modello F24 da inoltrare all’agenzia delle entrate. Puoi rivolgerti all’agenzia delle entrate attraverso il portale online, in modo autonomo o attraverso intermediari come ad esempio i CAF.
2. Il secondo vantaggio è: il rimborso dei crediti di imposta
Al momento della dichiarazione dei redditi, dopo aver effettuato la verifica, il rimborso viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate. Oltre che in compensazione con il modello F24, il credito d’imposta può essere richiesto come rimborso attraverso il modello 730. In questo caso, il rimborso viene erogato in busta paga (quindi dal datore di lavoro) o nella pensione (quindi dall’ente pensionistico). Indipendentemente dalla modalità, l’Agenzia delle entrate può effettuare controlli e verifiche sulle documentazioni per cifre superiori a 4000 €.
Come si calcola il credito d’imposta?
Come abbiamo già accennato, il credito d’imposta si genera in relazione ad agevolazioni messe a disposizione dallo Stato. Il calcolo deve quindi sempre fare riferimento alla normativa che regola l’agevolazione e quindi il credito d’imposta stesso. Possiamo fornire, proprio come riporta il sito stesso dell’agenzia delle entrate nella sua nota informativa “come si calcola il credito d’imposta”, questa formula generale:
Credito d’imposta = Investimento netto X intensità dell’aiuto
Il credito è sempre calcolato a partire dall’ammontare dei costi sostenuti. In altre parole, corrisponde sempre a una percentuale (che può corrispondere anche al totale, ovvero al 100% delle spese sostenute) dell’investimento sostenuto dall’impresa. Ma di che tipo di investimento parliamo? Anche in questo caso si deve fare riferimento all’agevolazione in esame. Il testo di riferimento specificherà quali sono gli investimenti agevolabili. L’investimento netto della nostra formula, quindi, corrisponde al totale delle spese ammissibili.
Credito d’imposta vs Iperammortamento 2026: qual è la differenza
Nel 2026 le imprese si trovano di fronte a due logiche molto diverse di incentivo agli investimenti: credito d’imposta e iperammortamento. Capire la differenza è fondamentale per scegliere lo strumento corretto e pianificare senza errori.
Il credito d’imposta genera un beneficio immediato e diretto, utilizzabile in compensazione tramite modello F24. È uno strumento orientato alla liquidità, ma spesso soggetto a plafond di spesa, finestre temporali rigide, prenotazioni e rischio di esaurimento fondi. Inoltre, richiede una gestione puntuale delle comunicazioni e delle compensazioni fiscali.
L’iperammortamento 2026, invece, non produce un credito compensabile. Il vantaggio fiscale deriva dalla maggiorazione del costo del bene ai fini delle imposte sui redditi, che consente di dedurre quote di ammortamento più elevate nel tempo. Non ci sono plafond né click day: il beneficio è strutturale, automatico e programmabile, legato alla corretta classificazione del bene e al rispetto dei requisiti tecnici.
In sintesi:
- il credito d’imposta è più adatto a chi cerca un beneficio rapido sulla liquidità;
- l’iperammortamento è ideale per chi pianifica investimenti di medio-lungo periodo e vuole ridurre stabilmente il carico fiscale, senza dipendere dalla disponibilità di fondi pubblici.
Nel 2026, la scelta non è alternativa ma strategica: in molti casi, il vero vantaggio nasce dalla combinazione corretta degli strumenti, integrando iperammortamento, crediti d’imposta ancora disponibili e contributi territoriali, all’interno di un piano di investimento coerente.
Iperammortamento 2026: come cambia il sistema degli incentivi agli investimenti
Come anticipato, accanto e in parte in sostituzione dei crediti d’imposta, torna l’iperammortamento, una misura che non genera un credito compensabile ma una maggiorazione fiscale del costo dei beni strumentali nuovi.
Con l’iperammortamento l’impresa non ottiene liquidità immediata, ma può dedurre dal reddito imponibile importi superiori al costo effettivo del bene, riducendo le imposte nel tempo attraverso quote di ammortamento più elevate.
La differenza rispetto ai crediti d’imposta è sostanziale: questi ultimi producono un beneficio diretto e compensabile in F24, spesso soggetto a plafond, prenotazioni e scadenze rigide; l’iperammortamento, invece, è un’agevolazione strutturale, più semplice da gestire e non esposta al rischio di esaurimento delle risorse.
Per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, la normativa prevede le seguenti maggiorazioni del costo fiscalmente ammortizzabile:
- +180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro
- +100% per la quota di investimento compresa tra 2,5 e 10 milioni di euro
- +50% per la quota di investimento compresa tra 10 e 20 milioni di euro
Le maggiorazioni si applicano a condizione che i beni siano nuovi e rispettino i requisiti tecnici previsti dalla normativa.
In sintesi, mentre il credito d’imposta è orientato alla liquidità immediata, l’iperammortamento consente una riduzione stabile e programmabile del carico fiscale, diventando uno strumento centrale nella pianificazione degli investimenti di medio periodo.
Credito d’imposta ZES Unica Sud: aliquote, spese ammissibili e vincoli per il 2026
Il credito d’imposta rimane invece per la ZES Unica Sud, che è uno degli strumenti più rilevanti per gli investimenti nel Mezzogiorno. La misura è stata prorogata e strutturata anche in ottica 2026, con aliquote differenziate per regione e dimensione d’impresa, vincoli sugli investimenti immobiliari e una procedura di comunicazione in due fasi.
Ambito temporale e risorse
Per il ciclo di riferimento 2025-2026:
- sono agevolabili gli investimenti effettuati dal 1° gennaio al 15 novembre dell’anno di riferimento;
- la copertura finanziaria per il 2025 è pari a 2,2 miliardi di euro;
- per il 2026 è previsto il rifinanziamento con analoghe modalità operative.
Aliquote per regione e dimensione d’impresa
Le aliquote massime di credito d’imposta variano in base alla localizzazione dell’investimento e alla dimensione dell’impresa:
- Campania, Puglia, Calabria, Sicilia
60% piccole imprese – 50% medie – 40% grandi - Basilicata, Sardegna, Molise
50% piccole – 40% medie – 30% grandi - Abruzzo
35% piccole – 25% medie – 15% grandi
In alcuni territori rientranti nel Fondo per una transizione giusta (FTJ), come specifiche aree della Puglia e della Sardegna, si applicano aliquote maggiorate definite da apposite tabelle, e non un incremento fisso standard.
Spese ammissibili e limiti
Sono agevolabili:
- beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ZES;
- immobili e terreni, nel limite massimo del 50% del valore complessivo dell’investimento.
L’investimento deve essere compreso tra:
- 200.000 euro (soglia minima),
- 100 milioni di euro per singolo progetto.
Fruizione del credito e vincoli
Il credito d’imposta:
- è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24;
- richiede il mantenimento dell’attività nelle aree ZES per almeno cinque anni;
- presuppone il completamento degli investimenti entro il 15 novembre dell’anno di riferimento.
Comunicazioni all’Agenzia delle Entrate
Per quanto riguarda gli investimenti 2026, la comunicazione integrativa deve essere presentata nella finestra temporale che va dal 3 al 17 gennaio 2027, per attestare l’effettiva realizzazione degli investimenti entro il 15 novembre 2026. La prima comunicazione, invece, dovrà essere presentata tra il 31 marzo e il 30 maggio 2026, indicando spese sostenute e programmate.
FAQ: tutte le risposte alle domande sul credito d’imposta
Il credito d’imposta è una forma di agevolazione fiscale che permette alle aziende di recuperare una parte dei costi sostenuti per determinati investimenti, riducendo così il proprio carico fiscale. Questo viene calcolato come una percentuale del costo degli investimenti e viene sottratto dall’imposta dovuta. La disponibilità e le condizioni per ottenere il credito d’imposta variano a seconda delle leggi fiscali e delle politiche economiche in vigore in un determinato paese o regione.
Il diritto al credito d’imposta dipende dalle leggi fiscali vigenti e dalle condizioni stabilite dallo Stato per determinate attività o investimenti. Solitamente, per averne diritto, è necessario soddisfare determinati requisiti legati alla natura e all’entità dell’investimento o dell’attività, e presentare la richiesta entro un termine prestabilito.
Il credito d’imposta è determinato in base alle leggi fiscali e può variare in base a circostanze specifiche. Si può verificare il proprio credito d’imposta consultando la documentazione fiscale o rivolgendosi al proprio commercialista o all’Agenzia delle Entrate.
Il credito d’imposta può essere richiesto da imprese, lavoratori autonomi e professionisti per determinati investimenti o attività. La disponibilità e le condizioni per ottenere il credito possono variare in base alle leggi vigenti e ai provvedimenti governativi.
Il credito d’imposta è cedibile. La cessione del credito può diventare un’ulteriore opportunità per le imprese. Quando il credito viene ceduto, in genere a un istituto finanziario, si può ottenere liquidità immediata in forma di finanziamento. In questo modo, il credito d’imposta si trasforma in una formula che può essere sfruttata in maniera diversa e più rapida.
Come ottenere il credito d’imposta per la tua azienda nel 2026
Arrivato fino a qui, hai capito che esiste più di un credito d’imposta. A questo punto, sei in grado di scegliere quello più conveniente per la tua impresa. Tuttavia, devi sapere che inviare una richiesta all’Agenzia delle Entrate può essere complesso. Devi preparare un’apposita comunicazione nella quale indichi tutti i dettagli degli investimenti agevolabili effettuati e di quale credito d’imposta vuoi fruire.
Ricordati, quindi, di conservare tutte le fatture e le ricevute fiscali in tuo possesso. Se necessiti di ulteriore supporto per la tua pratica istruttoria, puoi affidarti a una società esperta in finanza agevolata e consulenza in finanza aziendale, come noi di Fondoperduto Italia. Finera è in grado di valutare e di scegliere la soluzione su misura per te e la tua impresa grazie a un team di professionisti altamente qualificati. Richiedi ora una consulenza gratuita per avere maggiori informazioni.
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