Come ottenere il fondo perduto per aprire un’attività sostenibile ? Scopri gli incentivi 2026

Come ottenere il fondo perduto per aprire un’attività sostenibile ? Scopri gli incentivi 2026

Come ottenere il fondo perduto per aprire un’attività sostenibile ? Scopri gli incentivi 2026

Come ottenere un fondo perduto per aprire una nuova attività? È meno difficile di quanto si possa pensare. Continuano a essere attive opportunità per aspiranti imprenditori e titolari di start-up, volte a sostenere la nascita e lo sviluppo di nuove aziende. Quindi, che tu stia pianificando di lanciare una start-up innovativa, di investire in un settore sostenibile o di esplorare il mercato digitale, scoprirai come questi incentivi possano fornire il supporto finanziario di cui hai bisogno per trasformare la tua idea in un business concreto. Ma quali sono queste opzioni di finanziamento per aprire una nuova attività? Ci sono incentivi a fondo perduto per avviare una nuova impresa? E quali sono?

Se vuoi rispondere a queste domande e scoprire quali sono le opzioni a tua disposizione oltre che gli incentivi stanziati per aiutarti ad aprire una nuova attività, continua a leggere questo articolo.

Guida rapida ai fondi per aprire una nuova attività

Aprire una nuova attività: quali sono le opzioni di finanziamento?

Chiunque voglia aprire una nuova attività imprenditoriale, ha diverse opzioni per ottenere finanziamenti. Nei prossimi paragrafi passeremo in rassegna alcuni dei principali incentivi stanziati a livello nazionale per avviare una nuova impresa, ma è opportuno elencare rapidamente tutte le opzioni disponibili:

  1. Prestiti bancari e finanziamenti tradizionali: Offerti da banche e realtà finanziarie, richiedono una buona storia creditizia e un piano aziendale solido.
  2. Investitori privati: Gli investitori angeli o venture capitalist investono denaro in cambio di una quota di proprietà o equity, ma implicano la condivisione di controllo e profitti.
  3. Finanziamenti pubblici: Governi locali e nazionali offrono programmi di finanziamento pubblico, come sovvenzioni e prestiti agevolati, per sostenere nuove imprese.
  4. Crowdfunding: Piattaforme online consentono di raccogliere fondi da una vasta gamma di persone attraverso donazioni, pre-ordini o investimenti.
  5. Programmi di accelerazione e incubatori: Offrono finanziamenti, mentorship e risorse in cambio di partecipazione al programma.
  6. Finanziamento familiare e amicale: Amici e familiari possono fornire finanziamenti, ma richiede attenzione per evitare tensioni personali.
  7. Microcredito: forma di finanziamento che fornisce piccoli prestiti a imprenditori, spesso a coloro che hanno difficoltà ad accedere al credito tradizionale, come persone a basso reddito o microimprese.

La scelta della fonte di finanziamento dipende dalle esigenze finanziarie e dal tipo di attività, quindi una pianificazione accurata è essenziale per il successo imprenditoriale. Di tutte queste opzioni, vediamo nello specifico i fondi per aprire un’attività, i finanziamenti e i contributi a fondo perduto stanziati a livello comunitario e nazionale.

Fondo perduto per aprire un’attività: gli incentivi da non perdere nel 2026

Quando si parla di aprire un’attività con contributi a fondo perduto, molti immaginano una singola misura pubblica che paga tutto. La realtà è un po’ più sofisticata. Lo Stato italiano – attraverso Invitalia – utilizza diversi strumenti per sostenere la nascita di nuove imprese: alcuni prevedono contributi a fondo perduto, altri finanziamenti a tasso zero, altri ancora combinano entrambe le forme. Nel 2026 le principali opportunità per chi vuole avviare un’attività sono Resto al SudResto al Sud 2.0Autoimpiego Centro-NordON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero e Smart&Start Italia. Ognuna di queste misure finanzia progetti diversi e si rivolge a categorie specifiche di imprenditori.

Cosa verrà trattato durante il workshop a Torino

Il programma del workshop affronta in modo concreto le principali aree della finanza agevolata rilevanti per le PMI piemontesi.

Nel corso dell’incontro verranno approfonditi:

  • contributi a fondo perduto 2026 destinati a investimenti produttivi, innovazione e digitalizzazione;
  • crediti d’imposta collegati a macchinari, efficientamento energetico e trasformazione digitale;
  • incentivi regionali piemontesi per competitività, crescita dimensionale e accesso al credito;
  • strumenti per l’internazionalizzazione e il supporto all’export, inclusi voucher e misure dedicate;
  • il processo di verifica del potenziale agevolativo dell’impresa;
  • casi concreti di aziende che hanno già ottenuto contributi e finanziamenti in modo strutturato.

L’obiettivo non è fornire solo informazioni, ma mettere le imprese nella condizione di prendere decisioni operative basate su dati e metodo.

Resto al Sud 2.0: il nuovo incentivo per l’imprenditorialità giovanile al Sud

Resto al Sud 2.0 è una delle novità più importanti introdotte negli ultimi anni per incentivare l’autoimprenditorialità nel Mezzogiorno.

Beneficiari
Giovani under 35 che vogliono avviare:

  • attività di lavoro autonomo
  • imprese individuali
  • microimprese

Sostegno
Il programma prevede:

  • voucher a fondo perduto fino a 40.000 €
  • contributi fino al 75% delle spese per progetti imprenditoriali più strutturati.

L’obiettivo è facilitare l’avvio di piccole attività economiche nei territori del Sud Italia.

Autoimpiego Centro-Nord: fino a 30mila euro per i giovani che fanno impresa al Nord

Autoimpiego Centro-Nord è una misura che nasce per colmare il divario territoriale degli incentivi all’imprenditorialità.

Beneficiari
Giovani under 35 che vogliono aprire un’attività nelle regioni del Centro e del Nord Italia.

Sostegno
La misura prevede:

  • voucher fino a 30.000 € a fondo perduto
  • contributi fino al 65% delle spese per progetti imprenditoriali di dimensioni maggiori.

Si tratta di uno degli strumenti più interessanti per chi vuole avviare un’impresa nelle regioni settentrionali.

ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero: il mix agevolato e a fondo perduto per supportare giovani e donne

È uno degli incentivi più utilizzati per finanziare l’avvio di nuove imprese giovanili e femminili. La misura sostiene progetti fino a 3 milioni di euro, con agevolazioni che possono coprire fino al 90% delle spese, in forma mista di contributo a fondo perduto e finanziamento a tasso zero.

Beneficiari

  • imprese composte prevalentemente da giovani under 35
  • imprese femminili di qualsiasi età

Sostegno
Il programma combina:

  • finanziamento a tasso zero
  • contributo a fondo perduto

L’agevolazione può coprire fino al 90% delle spese per investimenti necessari alla nascita o allo sviluppo dell’impresa.

Smart&Start Italia: finanziamento a tasso zero fino all’80% 2026

Dedicato esclusivamente alle startup innovative, copre fino all’80% delle spese per l’avvio o la crescita di startup guidate da donne e/o giovani sotto i 36 anni.

Beneficiari
Startup innovative già costituite o da costituire.

Sostegno
Il programma finanzia progetti di sviluppo imprenditoriale compresi tra:

  • 100.000 €
  • 1,5 milioni di euro

Il finanziamento è a tasso zero per l’80% delle spese ammissibili, che sale al 90% se la startup è costituita interamente da donne e/o giovani under 36, o con un ricercatore impegnato all’estero. Le startup del Centro-Sud beneficiano inoltre di un contributo a fondo perduto del 30%.

Attenzione: non tutti i contributi servono per aprire un’attività

Quando si cercano contributi per aprire un’impresa, spesso compaiono anche misure che non finanziano direttamente la nascita di nuove attività.

Un esempio è il Fondo Cresci al Sud, che non eroga contributi a fondo perduto ma entra temporaneamente nel capitale delle PMI per sostenerne la crescita.

Questo è un punto fondamentale: non tutti gli incentivi pubblici sono pensati per avviare un’impresa, e scegliere lo strumento sbagliato può far perdere tempo prezioso.

Contributi a fondo perduto: la strategia conta più del bando

Il vero errore che molti aspiranti imprenditori commettono è cercare il bando perfetto, quando in realtà la logica corretta è l’opposto: prima si definisce il progetto imprenditoriale e poi si individua l’incentivo più adatto.

Nel 2026 gli strumenti per aprire un’attività con contributi pubblici non mancano. La differenza la fa la pianificazione, perché ogni incentivo ha:

  • requisiti specifici
  • limiti territoriali
  • settori finanziabili
  • percentuali di contributo diverse.

Ed è proprio questa combinazione che determina se un progetto può essere finanziato oppure no.

Domande frequenti (FAQ) sui contributi a fondo perduto per aprire un’attività

Chi può ottenere un contributo a fondo perduto per aprire un’attività nel 2026?

Dipende dal bando. In genere possono accedere giovani, donne, startup innovative e aspiranti imprenditori che rispettano specifici requisiti territoriali, anagrafici o societari.

Quali spese coprono i contributi a fondo perduto per aprire un’attività?

Di solito coprono spese per macchinari, attrezzature, software, locali, marketing e capitale circolante, ma le voci ammissibili cambiano in base all’incentivo.

I contributi a fondo perduto coprono tutto l’investimento?

Non sempre. Alcuni bandi coprono solo una parte delle spese, altri combinano fondo perduto e finanziamento agevolato fino a coprire gran parte dell’investimento.

Serve avere già aperto la partita IVA per richiedere il contributo?

Non sempre. In alcuni casi si può presentare domanda anche come persona fisica, costituendo l’impresa solo dopo l’approvazione del progetto. Ma è sempre bene chiedere chiarimenti a esperti di finanza agevolata, per non commettere errori che potrebbero compromettere l’accesso al contributo.

Come ottenere un prestito a fondo perduto per aprire un’attività

Arrivato fino a qui hai sicuramente intuito quanto siano vantaggiosi i contributi e i finanziamenti a fondo perduto di Invitalia per la tua nuova attività. Devi sapere però che ottenere queste agevolazioni finanziarie in Italia è molto difficile. Secondo l’UE, il 38% delle imprese italiane fallisce nel tentativo di ottenere un’agevolazione finanziaria.

Quest’elevata percentuale di fallimento è causata dal fatto che le aziende affrontano da sole tutta la burocrazia per accedere ai finanziamenti. La nostra amministrazione pubblica è però spesso poco chiara riguardo ai termini di presentazione delle domande per ottenere le agevolazioni a disposizione (lo ha rivelato anche il rapporto UE di Confcommercio).

Altra causa è data dal fatto che le imprese compilano la domanda in modo impreciso: spesso l’impresa per risparmiare tempo e denaro pensa di poter redigere in autonomia la documentazione per ottenere l’agevolazione. Questa compilazione “amatoriale” comporta spesso il rifiuto della domanda, perché l’impresa non conosce i tecnicismi necessari e spesso troppo complessi, richiesti dagli Enti erogatori.

Una soluzione è affidarsi a una società di consulenza esperta in finanza agevolata, come Fondo perduto Italia, che da anni lavoriamo accanto alle PMI e le supportiamo in ogni fase della richiesta di agevolazione. I nostri esperti sono affiancano gli imprenditori in ogni passaggio, dalla presentazione della domanda di finanziamento all’ottenimento dell’agevolazione. Se anche tu vuoi accedere agli incentivi e ai fondi per aprire una nuova attività, fissa ora una consulenza gratuita e non vincolante.

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